FLASHBACK: Una primavera discografica a Genova. L’esperienza “alternativa” e “indipendente” della Magma/Grog. Prima parte.

Il 1973 fu un anno importante per la “galassia” New Trolls: il gruppo più noto della città, data alle stampe l’ultima fatica (UT) alla fine del 1972, decide di sciogliersi, iniziando una lunga battaglia legale sulla proprietà del nome e relativa eredità dello stesso.

Vittorio De Scalzi al piano nel 1972

Si sa come andò a finire e non è di questo che si vuole parlare, bensì di una fondamentale iniziativa discografica che, proprio in quel critico 1973, prese avvio con le più brillanti premesse e rosee prospettive. L’idea venne in casa De Scalzi: Vittorio, lasciata alle spalle l’esperienza delle Visioni e di St. Peter’sDay, cominciò a guardare alla musica della successiva generazione che stava muovendo i primi passi nel mondo del progressive rock nazionale. Già i primi stimoli si fecero vivi, durante l’ultimo Palermo Pop, quando addirittura i giornali dell’epoca rivelarono contatti tra il futuro discografico De Scalzi ed esponenti internazionali (gli ungheresi Omega e i Jackson Height dell’ex Nice Lee Jackson). Il fratello minore Aldo, appena quindicenne, durante il Meeting Pop Festival di Genova (1972) rimase talmente colpito dagli sconvolgenti Pholas Dactylus da contagiare Vittorio (si dice che da lì scoccò la scintilla “discografica”…).

Sullo sfondo di questo entusiasmo, si inserisce una figura familiare risolutiva: il padre Gianni, nella vita di tutti i giorni gestore di un noto ristorante di Sturla. Da sempre attenta presenza, anche manageriale, nella vita musicale di Vittorio e, quindi, dei New Trolls (fu lui ad attivarsi, ai primordi, quando si trattò di “spedirli” a Sanremo), Gianni De Scalzi colse l’attimo propizio per assecondare le attitudini di Vittorio e, perché no, coinvolgere già il giovanissimo Aldo (e, magari i suoi compagni della Scuola Tedesca di Via Caffaro, non ancora consapevoli di covare un picchio!), dove avrebbe imparato i rudimenti della bottega. In fondo Vittorio aveva già una buona esperienza, il talento c’era e la notorietà non mancava. In più lo studio G di Via Fieschi costituiva un’ottima base di partenza.

Così, nel marzo del 1973, nasce la Magma, la prima casa discografica genovese rivolta esclusivamente al pop. Una label piccola, minore ma comunque agguerrita, sull’esempio di altre “terribili” etichette “indipendenti” quali la Bla Bla (del trio Massara, Battiato e Sassi) e la Cramps. Certo, per la Magma il discorso va impostato in maniera diversa: niente di politicizzato, né di trasgressivo, solo “ricerca” di buona musica, prodotti di qualità ma capaci di conquistarsi una degna fetta di mercato. Un occhio a Genova e dintorni (il catalogo accoglierà qualche “esperimento” dialettale, in cui la mano del rocker Vittorio svecchierà quel tipo di repertorio attualizzandolo e, soprattutto, nobilitandolo poi con altre etichette locali) e un altro al Bel Paese.

Il primo passo, ad Aprile, con Alphataurus, band lombarda, prodotta da Vittorio De Scalzi. L’album omonimo è lanciato come una novità assoluta e, in effetti, i suoni sono corposi, ben curati, fedeli al progressive d’oltremanica con aggressivi inserti hard ad effetto, insomma un buon esempio di “crossover” tra gli E.L.& P. e i Black Sabbath, Le Orme e i Led Zeppelin.

Quindi fu la volta degli eccentrici Pholas Dactylus: come già in parte accennato, l’ammirazione di Aldo contagiò a tal punto Vittorio da fare affermare a quest’ultimo: “Mi avevano talmente entusiasmato che pensai di creare un’etichetta per aiutare un gruppo simile che nessuno voleva produrre a causa di uno stile insolito, estroso ma geniale” (cit. in Riccardo Storti, Codice Zena, Milano, Aereostella, 2005, pag. 20). E così fu. Il loro Concerto delle menti fu anche un’ottima intuizione artistica, benché questa pietra miliare del progressive italiano, rimase un prodotto elitario.

Intanto Vittorio portava avanti la sua “storia” musicale con i New Trolls… Atomic System. Sarebbe stato bello chiamarsi sempre New Trolls. Lo stesso pensavano anche i fautori di UT (Nico, Gianni, Frank e Maurizio ovvero Di Palo, Belleno, Laugelli e Salvi) che dovettero presto rassegnarsi ad un “punto interrogativo” quasi anonimo per il loro Canti d’innocenza canti d’ esperienza. Era iniziata la battaglia legale per il nome…

Ma parlavamo di Vittorio. E Giorgio D’Adamo, che “abbandonò” i New Trolls poco dopo il Concerto Gros- so, causa naja, venne richiamato da De Scalzi che, insieme al jazzista Baiocco e al tastierista Rosset (amico di vecchia data), stava approntando nuovo materiale per un disco. A quel punto, si trattava solo di salire allo Studio G, dare avvio ai nastri e registrare. Magari con un batterista all’altezza della situazione. Le parti erano già pronte, quindi fu sufficiente passarle al drummer che, sedutosi allo sgabello della batteria, fece segno di fare partire la base e via. Pochi in Italia sarebbero stati in grado. E Tullio De Piscopo era uno di questi.

Arriviamo così alla terza uscita, New Trolls Atomic System, l’album più fedele ai canoni progressive uscito dalle fucine genovesi. I riferimenti a Jethro Tull, Genesis, E.L. & P., Gentle Giant e PFM erano una certa garanzia di qualità. Così come l’approccio polistrumentistico di Vittorio, saltellante dalla chitarra al flauto traverso, dal clavinet ai synth, sempre sfoggiando capacità vocali senza eguali. (Riccardo Storti – tratto da “ContrAPPUNTI”, Anno II numero 3 – Settembre 2005).

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